Sotto la superficie: esplorare il fenomeno del self-cutting in adolescenza

Sotto la superficie: esplorare il fenomeno del self-cutting in adolescenza

L’adolescenza è una fase tumultuosa della vita, caratterizzata da una serie di cambiamenti fisici, emotivi e psicologici. Durante questo periodo di transizione, molti adolescenti sperimentano una vasta gamma di emozioni intense e spesso conflittuali. Uno dei modi con cui alcuni adolescenti cercano di dare sfogo a queste difficili emozioni è il self-cutting.

Con questo termine si intende la pratica diffusa tra i giovani, principalmente ragazze, di ferire la propria pelle, di solito sulle gambe e sulle braccia, utilizzando lame, coltelli, punte di vetro o altri oggetti affilati. Questo comportamento può essere un evento isolato o diventare abituale, diffondendosi tra gruppi di amici o tra coetanei attraverso l’emulazione su internet.

Gli adolescenti di oggi utilizzano la manipolazione della pelle come un modo per esprimere disagio e reclamare il controllo del proprio corpo. Attraverso il self-cutting, cercano di comunicare un senso di difficoltà e chiedere implicitamente aiuto per affrontare i loro problemi e trovare modi per cambiare e crescere.

Secondo numerosi studi condotti negli ultimi anni, il self-cutting è stato correlato a una serie di fattori, tra cui stress emotivo, traumi passati, bassa autostima, depressione, ansia e problemi familiari. Numerose ricerche condotte in vari paesi evidenziano un aumento allarmante del fenomeno negli ultimi anni tra gli adolescenti, con tassi che variano dal 10% al 25%. Questi dati evidenziano l’importanza di un’azione preventiva e di interventi psicologici mirati per affrontare efficacemente questa sfida.

Il supporto psicologico all’adolescente e alla sua famiglia

Di fronte a questa realtà complessa, diventa cruciale un intervento psicologico mirato sia per gli adolescenti che per le loro famiglie. Un percorso terapeutico può aiutare l’adolescente a esplorare e comprendere le radici dei propri vissuti di disagio e imparare strategie più funzionali per gestire le proprie emozioni. Inoltre, coinvolgere attivamente la famiglia in questo processo può favorire una maggiore comprensione e supporto per l’adolescente, creando un ambiente sicuro e solidale in cui affrontare i problemi.

L’obiettivo primario dell’intervento psicologico è quello di fornire all’adolescente un ambiente terapeutico sicuro e accogliente in cui esplorare i motivi sottostanti al self-cutting e sviluppare competenze per regolare le proprie emozioni in modo più adattivo. Attraverso la promozione della consapevolezza di sé e dei propri stati emotivi, l’adolescente può imparare a identificare e comprendere le proprie reazioni emotive, riducendo la necessità di sfogare le tensioni interne attraverso comportamenti autolesionisti.

È fondamentale coinvolgere attivamente la famiglia nel processo terapeutico, poiché il supporto familiare può svolgere un ruolo significativo nel promuovere il benessere emotivo dell’adolescente e nel facilitare il recupero.