Disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà scolastiche

Disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà scolastiche

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di “disturbi specifici dell’apprendimento” (DSA). Il significato di questo termine non è sempre facile da comprendere e può creare confusione e allarme, tanto nei genitori quanto nel bambino.

L’ingresso a scuola o il passaggio ad un ciclo scolastico successivo sono fasi evolutive importanti per il bambino/ragazzo e la sua famiglia. Come tutte le tappe della crescita, questi momenti costituiscono una vera e propria sfida: bisogna inserirsi in un nuovo contesto relazionale, acquisire nuove competenze e rispondere a richieste sempre maggiori.

Spesso è difficile per il bambino o il ragazzo adattarsi alle novità o stare al passo con i ritmi imposti dall’esterno. Di frequente genitori e insegnanti riferiscono scarsa motivazione, fatica a concentrarsi, agitazione, difficoltà di memoria, eccessiva lentezza, etc. Questi aspetti vengono a volte sottovalutati o interpretati come “svogliatezza” o “pigrizia”. Essi, invece, rivelano la presenza di un disagio psicologico che è fondamentale comprendere e approfondire.

Tali comportamenti, infatti, possono essere il primo segnale di una difficoltà di apprendimento o di disturbi specifici dell’apprendimento. Nel primo caso si intende una condizione abbastanza frequente, che spesso ha una componente emotiva e relazionale, risolvibile con un percorso riabilitativo mirato. Nel secondo caso si tratta di una condizione più persistente, di origine neurobiologica, che può riguardare una o più aree di apprendimento:

  • dislessia (quando il disturbo coinvolge i processi di automazione della lettura)
  • disortografia e disgrafia (quando il disturbo coinvolge i processi di automazione della scrittura e delle regole grammaticali)
  • discalculia (quando il disturbo coinvolge i processi di automazione del calcolo e del ragionamento matematico)

Un’accurata distinzione tra queste due condizioni è possibile solo attraverso una valutazione diagnostica specialistica. Questo rappresenta il primo passo per aiutare efficacemente il bambino/ragazzo e la sua famiglia e predisporre il tipo di intervento per loro più appropriato.

Disturbi specifici dell’apprendimento: come si struttura la valutazione?

Dopo aver valutato i motivi della consulenza psicologica, si propone alla famiglia un percorso diagnostico specifico che prevede:

  • un colloquio di raccolta anamnestica con i genitori
  • 2-3 incontri di valutazione testale con il bambino/ragazzo
  • un colloquio finale di restituzione

Quando i risultati della valutazione evidenziano la presenza di disturbi specifici dell’apprendimento, la certificazione valida ai fini scolastici viene redatta insieme agli altri membri dell’equipe (neuropsichiatra e logopedista), come indicato dalla Legge 170/2010.

Disturbi specifici dell’apprendimento: come intervenire?

Solitamente, il trattamento delle difficoltà di apprendimento o dei disturbi specifici dell’apprendimento prevede un percorso di potenziamento cognitivo mirato alla riabilitazione delle abilità e dei processi mentali carenti o scarsamente automatizzati.

Nella maggior parte dei casi è utile offrire anche un sostegno psicologico al bambino o al ragazzo. La finalità è di elaborare il vissuto connesso alle problematiche scolastiche, diminuire i livelli di ansia, potenziare l’autostima e favorire l’integrazione con i coetanei.

Parte fondamentale dell’intervento è il contatto con la scuola, in modo da coordinare gli interventi e lavorare in rete per aiutare il bambino/ragazzo e la sua famiglia.

Equipe autorizzata

Faccio parte di un’equipe autorizzata a effettuare attività di prima certificazione diagnostica DSA valida ai fini scolastici secondo quanto previsto dalla L.170/2010 (delibera regionale n.1145 del 24/09/2013).